Decreto Cura Italia: chi può chiedere la sospensione del mutuo

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Risponde Aldo Bissi del comitato scientifico di Ridare, portale di Giuffrè Francis Lefebvre che affronta tutte le tematiche in materia di risarcimento del danno e responsabilità civile.

Non è esatto affermare che siano “sospesi tutti i mutui e prestiti fino al 30 settembre”, a causa dell’emergenza sanitaria in atto.
La facoltà di posticipare il pagamento delle rate di mutuo esisteva già in precedenza, in quanto introdotta dall’art. 2 comma 476 della Legge 28.12.2007 n. 244 (legge finanziaria 2008); la facoltà poteva essere esercitata per non più di due volte nel corso della durata del mutuo, e per un periodo massimo complessivo di diciotto mesi. Il richiedente doveva dimostrare di essere in una delle condizioni previste dalla legge, tali da impedire il regolare pagamento delle rate di mutuo.

Ora, a proposito della decretazione d’urgenza di questi giorni in conseguenza dell’emergenza per Coronavirus, il decreto 18 del 17 marzo 2020, all’articolo 54, prevede che tale facoltà sia estesa anche ai lavoratori autonomi e ai professionisti che autodichiarino di avere patito, nel primo trimestre 2020, un calo di fatturato pari ad almeno il 33% rispetto al fatturato dell’ultimo trimestre 2019.

Il richiedente deve quindi rientrare in una delle casistiche già previste dalla previgente normativa (perdita del lavoro, decesso di un familiare percettore di reddito, ecc.), oppure in quelle ampliate con la recente normativa.

Per quanto attiene alle rate di mutuo o ai pagamenti dei canoni di leasing (così come alle aperture di credito in conto corrente), le cui scadenze sono posticipate alla data del 30 settembre 2020, l’art. 56 del decreto legge, che effettivamente fa riferimento a tale data di scadenza, è espressamente dedicato alle imprese, e non al singolo consumatore.

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